Scrittore Sumero: Le clessidre degli angoli di pioggia

Scrittore sumero

Ci sono momenti,  cara mia, nei quali pensi di aver inclinato il percorso della tua vita verso un sentiero fangoso, scuro, battuto dalla pioggia. Percorso senza luce che affatichera’ le tue spalle, solchera’ rughe di rassegnazione sul tuo viso sincero bagliore di allegria, levigato come specchio del sole per accendere la mia energia.

Dimentichi la tua bellezza, alimenti il buio e la pioggia, avrai freddo, perché bagnata dalla solitudine.

Il fango farà compagnia ai passi.

Sentirai il vento.

Proprio in quel momento, nell’istante più gelido, più buio, tirerai fuori le tue gambe, le punterai sul terreno melmoso trasformandolo in tappeto elegante, sposterai i tuoi capelli dagli occhi per mirare la luna che diventa sole, aprirai il sorriso del mare.

Come sei romantico mi disse.

Avrei voluto raccontarti un mio problema, sfogarmi ed ora mi accorgo che non ne ho motivo.

Quando inizio a raccontarti tutte le mie ansie, come fossero un inarrestabile traffico a scorrimento veloce mi accorgo, caro Sumero, che trasformo la mia frenesia in un sorriso, appena appari come fossi un vigile elegante che devia quel traffico nel parcheggio delle banalità.

Esco, allora, in costume dalla mia auto e a piedi, avvolta dal sole, mi avvio verso la spiaggia. Cambia tutto.

Se qualcuno ci ascoltasse, dissi io, potrebbe invocare uno psicologo oppure Dylan Dog.

Certo se lo Scrittore Sumero fosse un fumetto vorrei essere disegnata come la fidanzata di Martyn Mistere disse lei.

Non le assomigli, replicai.

Lei mi guardò, si avvicinò sorseggiando il suo analcolico, e mi chiese con voce pericolosa, a chi assomigliasse tra le donne delle pagine con le nuvolette.

Specifico un analcolico perché potrebbe sembrare un dialogo tra avvinazzati.

Non assomigli a nessuna risposi io, vagamente mi ricordi la bond girl del prossimo film di 007.

Sei un terrorista della mia vanità Scrittore Sumero.

Con un sorriso cambiai discorso e le chiesi se si ricordasse degli amici di Capitan Miki, il Dottore Doppio Rhum e Salasso, andateli a cercare su internet, bene proporrei di sostituirli a quella nefasta coppia di vice premier che ci troviamo a sprecare l’Italia.

Hai ragione replicò.

Da vigile urbano della tua immaginazione ti dico che quando sei scesa dall’auto in costume per andare nella spiaggia della mia fantasia hai distratto tre pedoni, due ciclisti e quattro automobilisti. Non solo, ai tavoli del bar le persone si sono pietrificate con i bicchieri sospesi nell’aree.

Sei una arma impropria.

Pensa, disse lei, a proposito di armi, la legge ci permette di avere in casa fino a dodici armi con un controllo medico ogni quattro anni, mi sembra.

Replicai io, se fossi considerata tu un’arma, come ti ho appena definita, l’arsenale di Washington sarebbe classificato una ludoteca.

Perché questo governo vuole facilitare la diffusione delle armi tra le nostre mani?

Per sollecitare la rabbia vendicativa dei derubati, la voglia di sangue, riportando ai fasti le esecuzioni giacobine oppure creando le condizioni per una nuova ex Jugoslavia.

Un conflitto pilotato negli anni ’90 per la conquista dei Balcani.

Strano, i serbi, gli sloveni, i bosniaci o i croati hanno fatto di tutto per dividersi, usando ogni arma, poi, finita la Guerra hanno chiesto tutti di aderire alla Unione Europea.

Proprio a Belgrado per un attentato scoppiò la Prima Guerra Mondiale, che portò al fratricidio gli stati sovrani, devastando l’Europa. Fiorirono così gli Stati Uniti. L’Europa è da dividere ancora oggi per Cina, Usa o India.

Ci sono europei sul libro paga di queste potenze; ci vogliono dividere.

Hai ragione disse lei.

La prima parte di questo testo mi ricorda proprio l’attuale periodo.

Basta poco per accendere il sole.

Non sollevare il fuoco delle ansie, alimentando le paure, ma il nostro compito di donne e uomini è quello di scivolare insieme come il vento che gonfia le vele della pace e del benessere.

Quanti europei che hanno vissuto durante le guerre napoleoniche, quelle dei cent’anni oppure le invasioni barbariche avrebbero pagato fino all’ultimo scellino per vivere dopo il 1948 in Europa.

Mi guardò e mi disse, hai parlato di scellino proprio per ricordare la superficialità dei figli di Sua Maestà la Regina che come tori si sono scagliati sulla Europa, svegliandosi il giorno dopo con la testa rotta?

Torniamo a sua Maestà, ti ho detto che mi ricordi la futura Bond Girl?

Si Scrittore Sumero, sei il solito, continuiamo la nostra giornata al mare?

Non ricordo il buio di questa notte, ma il tuo sorriso tra le dune.

Scrittore Sumero

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